Teatrografia


La solitudine si deve fuggire

Quale è la motivazione che induce Eufemia Di Frattocchie, matura professoressa di Storia dell’Arte, ad una pubblica confessione, un non richiesto ‘auto da fé? La spiegazione ha un suo movente ‘preciso’, che ‘preciseremo’ a breve.


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A casa, dopo cena

5 febbraio 2010

Chi pensa e dice “lontan dagli occhi, lontan dal cuore” non sarebbe gradito in casa di Franco e Franca, una coppia di cinquantenni, lui dignitoso impiegato di buone letture, lei casalinga frustrata ma poco poco. Ma è forse il caso di gettare una pur fioca luce su quanto finora detto.


La solita cena

20 gennaio 2003

Ma siamo poi sicuri di aver conservato la capacità di riconoscerci tra noi come individui, vale a dire portatori di una propria inconfondibile identità, e non in quanto una mera proiezione dei nostri bisogni o desideri? Siamo sicuri che la nostra vista non si limiti soltanto a vedere, ma è ancora capace di distinguere quanto vede?

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Il chiodo fisso

24 luglio 2002

Cosa ci può essere di più rassicurante dell’immagine di una giovane madre còlta nell’atto di cullare il proprio pargolo? E tuttavia, nel testo che qui proponiamo, la sola a non essere rassicurata è proprio la donna.


Le furberie di Scapino

27 agosto 2001

Nell’accingermi a fornire una nuova traduzione delle “Furberie di Scapino”, ho letto e riletto il testo – come peraltro era doveroso – , ho esitato quel tanto che è d’obbligo nei riguardi di un classico, poi mi sono lanciato. Ma forse occorre che io faccia una premessa.

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Luigi Capuana

Il marchese di Roccaverdina

20 ottobre 2000

Ridurre per le scene “Il marchese di Roccaverdina” è stato per me come sparare ad un obiettivo mobile. Il romanzo di Luigi Capuana, infatti, appartiene a quel tipo di opere che per la genialità dell’impianto e la sapienza della scrittura mal sopportano di essere collocati in un genere ben definito, per la disperazione di quei critici che, al contrario, lo vorrebbero docile e rispettoso delle loro ansie sistematiche.


La terza faccia della medaglia

30 marzo 2000

Quando si cominciò a parlare della quarta dimensione tutti gridarono allo scandalo. E’ la sorte di ogni nuova scoperta. In misura largamente più ridotta si può dire della terza faccia della medaglia, che in senso figurato rappresenta la realtà; e la realtà, in una visione riduttiva, è comunemente ritenuta “portatrice sana” di due facce: il verso e il rovescio.


lucia ragni

Babà di nonna sua

23 dicembre 1999

La bimba in carrozzina, che la solerte nonna culla a intervalli regolari (e che noi non vedremo mai), di certo non conosce ancora “L’arte di prender sonno” a firma di Jean Paul Richter, manuale per insonni in auge nel diciannovesimo secolo. Perché dovrebbe conoscerlo, del resto?


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