Teatrografia


Ortelio non riesce a dormire

7 novembre 1992

Un autore – piaccia o meno – finisce sempre per identificarsi con un personaggio dell’opera che scrive. E’ il caso di precisare che io questa volta mi sono identificato con Ortelio? E che sono io a non riuscire a dormire?


L’ispettore generale

30 novembre 1989

Nell’affrontare il compito di tradurre e adattare il “Revisore” di Gogol’ (meglio conosciuto come “L’Ispettore Generale”), sono rimasto alquanto indeciso sulla posizione da assumere nei riguardi dell’Autore, ma poi ho scelto – e non me ne sono ancora pentito – di restare in piedi davanti a lui. E questo per due motivi almeno.


Camera con racconti affittasi

(dai racconti di Mala Strana di Jan Neruda)
8 luglio 1989

Povero procuratore: s’è illuso di ottenere entro un mese il titolo di avvocato!… D’altra parte, quale ambiente più consono ad un periodo di studi “matti e disperatissimi”, di una cameretta in una piccola pensione, con qualche metro quadrato di tetto come unico svago per l’occhio e per la mente?


Le tre verità di Cesira

18 febbraio 1989

Madrenatura, la madre di tutte le madri, impegnata com’è a pensare alla ruota del pavone, al corno del rinoceronte e via dicendo, può anche avere qualche ‘passaggio a vuoto’, come si usa dire nel linguaggio tennistico. Chi è senza distrazioni scagli la prima accusa.


La donna del banco dei pegni

23 dicembre 1988

Un banco di pegni. Un crocevia delle miserie umane. Un luogo triste dove le lacrime della povera gente si sono rapprese in oggetti dati in pegno e quasi sempre mai più riscattati. Un’area di parcheggio per le angosce minime come per le smisurate ambizioni di una comunità di fantasmi – la città che si intuisce dietro le pareti della scena.


Virginia e sua zia

23 dicembre 1988

Un lavoro oscuro dietro le quinte dello spettacolo televisivo, una zia sulla sedia a rotelle ad attenderla tutte le sere, nella memoria un totale deserto di affetti… chi è Virginia? Una delle tante donne deluse che si incontrano nella vita o sulle scene? No, per la semplice ragione che lei non ha mai utilizzato l’illusione come spinta vitale, e quindi si è sempre tenuta al riparo da ogni conseguente delusione.


Un eccesso di zelo

1 luglio 1987

La commedia prende l’avvio da un tranquillo quadretto familiare. E’ mattina, Aurora ha appena messo i due figlioli sul bus della scuola, e suo marito Ivio si sta preparando per recarsi al lavoro. La giornata, dunque, sembra voler correre sui binari della più rassicurante quotidianità.


Il naso di famiglia

1 ottobre 1986

Ma i parenti, anche quelli stretti, soprattutto quelli stretti, se avessimo potuto sceglierceli, ce li saremmo scelti così? E’ una domanda insidiosa, che induce perfino gli apologeti della famiglia naturale ad esitare un istante prima di rispondere.


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