Teatrografia


Disturbi di memoria

22 febbraio 1988

Due uomini sulla cinquantina: l’uno riservato, l’altro prodigo della propria intimità; l’uno attento a non offendere il comune senso del pudore, l’altro capace di pensare e dire soltanto cose spudorate; l’uno morbosamente geloso dei ricordi, l’altro pronto a metterli all’asta.


Un eccesso di zelo

1 luglio 1987

La commedia prende l’avvio da un tranquillo quadretto familiare. È mattina, Aurora ha appena messo i due figlioli sul bus della scuola, e suo marito Ivio si sta preparando per recarsi al lavoro. La giornata, dunque, sembra voler correre sui binari della più rassicurante quotidianità.


Pulcinella

5 febbraio 1987

Il mio primo ricordo teatrale è saldamente ancorato alla maschera di Pulcinella: sono al Politeama di Napoli dove si esibisce Salvatore De Muto, l’ultimo rappresentante – questo lo avrei appreso molto più tardi – di una ideale famiglia di Pulcinelli che, attraverso i mitici nomi di Petito, Fracanzani e Calcese, risale il corso del tempo fino alla seconda metà del Cinquecento.


Il naso di famiglia

1 ottobre 1986

Ma i parenti, anche quelli stretti, soprattutto quelli stretti, se avessimo potuto sceglierceli, ce li saremmo scelti così? E’ una domanda insidiosa, che induce perfino gli apologeti della famiglia naturale ad esitare un istante prima di rispondere.


L’aberrazione delle stelle fisse (Vita Natural Durante)

6 giugno 1985

Antonino e Priscilla, fratello e sorella, coabitano da sempre nella casa che fu dei genitori. Anni di confidenza e di riti quotidiani hanno consentito che tra loro si instaurasse e si stratificasse un vincolo saldo quanto sottilmente perverso, all’interno del quale nessuno è mai riuscito ad inserirsi.


Elogio della paura

30 marzo 1985

Un sagrestano ossessionato dall’eterno femminino, un marito perseguitato da una moglie in combutta col diavolo, un gentiluomo di spagnolesca dignità che rabbrividisce all’idea del duello, ecco alcuni fra i ritratti di un’ideale galleria dedicata alla paura.


Regina Madre

28 novembre 1984

Alfredo, grigio cinquantenne segnato dal duplice fallimento di un matrimonio naufragato, che ancora lo coinvolge, e di un’attività giornalistica nella quale non è riuscito ad emergere, un giorno si presenta a casa della madre dichiarandosi deciso a rimanervi per poterla assistere nella malattia.


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