Registrato alla SIAE il 6 giugno 1985 n° 349476
Archivio n° 24
Radiodramma originale di Manlio Santanelli.
Messa in onda domenica 14 novembre 1993 ore 21 Radio Rai 3, per la serie “La parola e la maschera” – Voci e scena della Napoli di oggi – presentazione di Maurizio Scaparro
Attori: Rita SAVAGNONE, Tino SCHIRINZI, Giusy RAIA, Riccardo ZINNA
Regia: Giuseppe ROCCA
Replicato il 4 marzo 1995 per la serie “La parola e la maschera” con la presentazione di Dante CAPPELLETTI
Note dell’autore
Antonino e Priscilla, rispettivamente fratello e sorella, lui sulla cinquantina lei di
poco più grande, coabitano da sempre nella casa che fu dei genitori. Lunghi
anni di confidenza e di riti quotidiani meticolosamente rispettati, dal caffè del
buon mattino alla camomilla della buona notte, hanno consentito che tra loro si
instaurasse e si stratificasse un vincolo tanto saldo quanto sottilmente perverso,
all’interno del quale nessuno è mai riuscito ad inserirsi. E la esistenza dei due
maturi fratelli scorre relativamente serena, fondata com’è sulla rinuncia e sul
controllo pressoché totale dell’uno sull’altra.
Ma è soltanto apparenza: presto la situazione mette in luce un doppio fondo di
veleni e di rancori più o meno abilmente repressi.
Tanto malessere, truccato a volte da senile stravaganza, risale tutto al giorno in
cui Antonino è scomparso, e per un intero mese non ha dato notizie di sé. Il
misterioso evento, sebbene confinato nell’arco di soli trenta giorni, è stato
comunque in grado di scardinare quella fiducia reciproca, quel sistema di
controlli che rendevano possibile una coabitazione tanto insolita.
Ricatti e inganni finiscono per diventare pane quotidiano. La casa-limbo si
trasforma in casa-inferno. E quel mese di lontananza, anche se ormai
appartiene al passato, agisce sulle nevrotiche anime dei due fratelli come un
vero e proprio buco nero, pronto ad inghiottire fatalmente ogni proposito di
nuova vita, ogni slancio di quell’affetto che continua a tenerli avvinti, ma ha
cambiato segno.
Un maldestro tentativo di aprire il rapporto a due sconosciuti, una professionista
del marciapiede e un ex domatore di leoni, anche se sulle prime sembra
irrompere nella vicenda come una salutare ventata di novità, ben presto
naufraga penosamente nel grottesco più spinto.E non poteva andare diversamente, visto che Antonino e Priscilla, pur
mostrando di possedere una certa dimestichezza con l’ironia e con il
paradosso, ormai nel profondo desiderano soltanto la loro distruzione.
E comunque si ride.
Manlio SANTANELLI
