Il riflusso della marea


Registrata alla SIAE il 18 gennaio 1983 n° 342551

Archivio n° 13

Libero adattamento radiofonico di Manlio SANTANELLI dal romanzo “The Ebb Tide” di Robert Louis STEVENSON

  • Ha debuttato alla Radio televisione italiana

Produzione RAI

  • Ha debuttato alla RSI2 il 21 dicembre 2014 all’interno dell’appuntamento “Domenica in scena”

Attori: Augusto DI BONO, Antonio BALLERIO, Massimiliano ZAMPETTI
Regia: Claudio LAISO
Produzione Radio Svizzera Italiana 2

Sinossi

In gergo marinaresco si definisce “riflusso della marea” quel tipico abbassamento del livello del mare che sempre succede ad un precedente innalzamento (“flusso”), e che al pari di quest’ultimo avviene per diretta influenza della luna. Ma nel romanzo di Stevenson a cui fornisce il titolo, l’espressione trascende il significato letterale delle parole, per divenire precisa metafora dell’intervento della sorte nella vita dell’uomo.
Ora, se il suo contrario viene generalmente adoperato come sinonimo di abbondanza, di evento positivo, il “riflusso” non può che assumere il segno “meno” degli eventi negativi. Se poi si considera che la luna, con le sue fasi, è ritenuta dalla fantasia popolare uno degli astri che più influenzano il corso delle vicende umane, allora la metafora stevensoniana si precisa ulteriormente come fatale e inevitabile accanimento della malasorte nel vanificare ogni sforzo operato dall’uomo per dare una svolta positiva alla propria esistenza. Affascinante avventura di terra e di mare, pubblicata a Londra nel 1894, “Il riflusso della marea” è anche e più d’ogni cosa la storia di tre uomini ormai decisi a tutto, pur di uscire dallo stato di degradazione in cui sono precipitati a causa della loro condotta imbelle e dissipata. Odissea o viaggio alla ricerca del Vello D’Oro, la vicenda segue la migliore tradizione stevensoniana, snodandosi attraverso un’interrotta serie di colpi di scena che producono nella psicologia dei personaggi altrettanti mutamenti, vissuti come successive rivelazioni di sè stessi.
Ecco, dunque, che il viaggio nel tempo e nello spazio esterno determina – e in una certa misura è determinato da – un viaggio parallelo nel tempo e nello spazio interno, o meglio interiore di ogni personaggio; e l’esplorazione delle isole deserte, che fatalmente si parano dinanzi a questi disperati argonauti dei Mari del Sud, precede o procede di pari passo con l’esplorazione di ben altre isole, che i personaggi della vicenda si portano dentro da sempre, inconfessate finanche a se stessi, ma che d’ora in poi non potranno più ignorare. Finché un ulteriore “riflusso della marea” non li getta nelle braccia di un gigante bianco di nome Attwater, una sorta di biblico legislatore (che ricorda molto da presso il Kurz del Conradiano “Cuore di Tenebra”), un sinistro quanto magnetico esemplare di “civilizzatore” che ha elevato all’ennesima potenza gli aspetti più nobili della colonizzazione, ma – ahimè! – anche le tentazioni più perverse.

La riduzione radiofonica che qui presento è strutturata in tre puntate, ciascuna della durata di quarantacinque minuti circa (e quindi a sua volta divisibile in tre da quindici minuti).
Prima puntata: L’ATTESA – Seconda puntata; IL VIAGGIO – Terza puntata: L’ISOLA SCONOSCIUTA

Manlio SANTANELLI